Il secolo 13° tra due glaciazioni

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Fonte: https://triarticolazionesociale.freeforumzone.com/d/11625696/Il-secolo-13-tra-due-glaciazioni/discussione.aspx

Il tredicesimo secolo è quello di Dante Alighieri (1265 -1321), il quale con le parole “nel mezzo del cammin di nostra vita”, rappresentò qualcosa che non è solo poesia ma anche scienza. Si tratta di un tempo mediano tra due glaciazioni periodiche, la durata del quale è di circa diecimila anni.

Come è detto anche in R. Steiner, “La mia vita” (Opera Omnia 28), Rudolf Steiner si interessò di epoche glaciali, incoraggiato da un saggio del suo professore F. Kofler. Questo interesse lo accompagnò tutta la vita. Lo studio di Kofler era fondato su un lavoro di A. J. Adhémar, ripubblicato nel 1879 e poi ancora nel 1927.

Rudolf Steiner scrisse la voce “Era glaciale” per la 7ª edizione dell’enciclopedia di Kürschner.

Quali cause principali delle ere glaciali sono indicate le variazioni nella distribuzione di mari e continenti e nella durata degli inverni. Per la seconda legge di Keplero l’inverno è lungo quando la Terra raggiunge l’afelio durante l’inverno, ed è breve in caso contrario. Queste condizioni cambiano in un periodo di 21.000 anni. Si aggiungono a queste condizioni le variazioni dell’eccentricità dell’orbita e l’inclinazione dell’asse terrestre, le quali, per quanto siano periodiche, riguardano periodi ancora più lunghi. Queste cause erano ampiamente descritte da Kofler, ma furono appena accennate nell’enciclopedia. Si veda in proposito Elisabeth Vreede, “Astronomie und Anthroposophie” (Dornach 1980, pagg. 360-389).

Il problema del rapporto tra era glaciale e inclinazione dell’asse terrestre è trattato da Steiner anche nella conferenza del 31 dicembre 1910 in “Storia occulta” (Opera Omnia 126).

Che “nel mezzo del cammin di nostra vita” non sia solo un’espressione poetica, e cioè che diecimila anni prima del tredicesimo secolo e diecimila anni dopo siano anche espressioni temporali della durata di vari periodi tra glaciazioni, dette anche “piccole ere glaciali” che si ripresentano regolarmente, con relativi ovvi periodi naturali di freddo e di caldo atmosferico, è confermato – ovviamente per chi non rifiuta di intuire le correlazioni dei dati di fatto – dalla periodicità, documentata da più scienziati, nel film documentario del 2007: “La grande truffa del riscaldamento globale” di Martin Durkin (per l’integrale trascrizione in italiano del film, cfr.:  https://nereovillaopere.wordpress.com/irrealta-del-riscaldamento-globale-causato-dalluomo/ ).

Ovviamente questi scienziati sono considerati “eretici” dall’IPCC, cioè dal gruppo intergovernativo ONU sul cambiamento climatico, detto più comunemente “Comitato Internazionale sul Cambiamento Climatico”. Ma è normale: come tutti gli enti dell’ONU, l’IPCC è politico, quindi le sue conclusioni finali sulle ricerche e sui ricercatori sono politicamente condizionate, ma si potrebbe dire economicisticamente condizionate. Oggi infatti è risaputo che l’eolico e il fotovoltaico sono tecnologie non solo improduttive (costano il triplo dell’energia idroelettrica e non generano energia necessaria allo sviluppo industriale dei Paesi poveri) ma fraudolente e mafiose, decise da lobby anglosioniste.