Prospettiva asintotica del boldrinismo senza fallo

te-lo-rimuovoLa prospettiva asintotica è la prospettiva del “campa cavallo che l’erba cresce”, ma forse il cavallo è troppo “in” per descriverla; sarebbe meglio parlare di asino, di bastone e di carota. Ogni prospettiva asintotica è una prospettiva di approssimazione.

Domanda: cosa ne sarebbe di una scienza se i suoi risultati fossero sempre e soltanto approssimativi come quelli che si manifestano da migliaia di anni in campo sociale, mediante l'”asintotica” formula del bastone e della carota? Ne verrebbe qualcosa di dannoso come la schiavitù spacciata per – e creduta – libertà.

Il danno del boldrinismo consiste nel preferire le parole ai concetti (per cui oggi si dice ministra e non ministro perché l’unica cosa che conta per il boldrinista è la parola) col risultato che, incapace o indolente nello sperimentare i concetti, il boldrinista tende ad arrabbiarsi senza motivo perché non capisce una sega del loro contenuto…

In base a quest’ottica, il bastone dello Stato etico, cioè le bastonate che ogni anno qualsiasi governo dà ai nativi mediante le imposte rinnovate dalla cosiddetta finanziaria, e la carota del suo superamento mediante immaginativa morale applicata al pagarle, generano come risultato quello di tendere ad avvicinarsi sempre più ma senza mai raggiungersi né coincidere. Insomma, in una tale prospettiva, perfino l’individualismo etico di Steiner assomiglia alla “cagata pazzesca” di Fantozzi!

La stessa prospettiva bufala può essere attribuita ad una sorta di boldrinismo mentecattocomunista di tutti quegli ignobili individui del business buonistico politicamente corretto, che per “fare” i “buoni iniziati” non ragionano più secondo realtà ma solo farisaicamente secondo versetti biblici o “costituzionali”, tappandosi gli occhi di fronte ad aberrazioni fichtiane, in nome della pagliuzza e della trave, cioè del neomoralismo che fa loro strappare le vesti in coro di fronte a detentori di un ego meno ipertrofico del loro!

Questi neobarbari costruiscono poi siti internet per insegnare l’ocolingo, neolingua orwelliana che denominano una volta “antroposophia”, un’altra volta “tripartizione sociale”, o addirittura “filosofia della libertà”, ecc.!

Costoro dichiarano Steiner incompatibile col “minimo vitale”! Dunque, delle due l’una: o sono criminali, o sono cretini…

Il loro stile di gregari li fa assomigliare a guizzanti pesci lamentosi che si riuniscono boccheggianti nel loro io di gruppo, per sopravvivere del loro trasudato psichico, in mancanza dell’acqua vitale dell’io. E in tal modo, questa frangia di antilogici mette in pratica la suzione reciproca di quel trasudato, costituito dal permanere nei retroterra mentali dei loro errori di pensiero, dai quali non vogliono saperne di uscire. Non sbarazzandosi dai pregiudizi insensati da cui sono ferreamente dominati, ritengono e ritengono menzogne su menzogne. Mi sembrano persone stitiche e molto malate che non si liberano mai. Non defecano per pienezza spirituale (pleroma). Ma puzzano.

La loro carenza di cultura che anela a restare carenza è ignavia, pusillanimità, mancanza di nerbo, di forza, e ricorda la mitologia di coloro che perdevano la virilità bagnandosi nelle acque del lago Salmace.

Il gregarismo acefalo di questi primitivi selvaggi del terzo millennio fu annunciato dalle antiche scritture sanscrite. Perché la sacra lotta tra il fallo (che è slancio, dono, rischio, passione) e il pene-cervello (l’autentica “testa di cazzo”) c’è sempre stata in ogni cultura. Ed anche se oggi, con questi “buonisti di Stato”, e/o dello Stato etico fichtiano, tale lotta sembra essersi conclusa con la vittoria del pene-cervello, essa accadde nel passato. Non dobbiamo disperare. La sacra Storia li conosce…
Si tratta, infatti, di una lotta archetipica, profondamente inscritta nella dinamica delle diverse energie umane. La ritroviamo per esempio nell’ostilità a Shiva, nell’epopea delle sacre scritture a lui dedicate.

Shiva è interessante non solo perché rappresenta uno dei grandi archetipi del maschile, ma perché la sua immagine e la sua furono amate anche in Occidente.
La forza di Shiva è però difficile da accogliere, soprattutto per i giovani e pallidi occidentali odierni, tutta “boldrinismo”, “netiquette”, “politically correct”, e “pruderie” delle “brutte parole”, sconvenienti per questo strano gregge di pecore e caproni del puritanesimo cagone.

Questi cretini senza fallo e senza testicoli imperversano più che mai! Il loro è un mondo malato, e la loro malattia è l’ornitopenia (mancanza di uccello)!

C’è infatti un racconto su Shiva che anni fa pubblicai auspicando il superamento della paura. L’avevo preso dal Shiva Purana ed fu poi copiato da vari siti internet. In questa  storia si racconta di come certi moralisti, detti saggi, maledissero un uomo dalla condotta licenziosa: “Hai agito con perversità” – gli dicono, maledicendolo – “Che il tuo fallo si stacchi e ti cada per terra”. E così avvenne. Quell’uomo, però, era Dio, era Shiva, ed il suo fallo caduto cominciò ad bruciare tutto dinanzi a sé e a consumare ogni cosa: “si spostava negli inferni, nel cielo, sulla terra. Non stava mai fermo. I mondi e i loro abitanti vivevano nell’angoscia. Gli dei e i saggi vivevano nell’angoscia…”.

Dunque la “pruderie” del disprezzo del fallo trasforma gli umani in destabilizzatori del mondo e naturalmente ciò produce angoscia in tutti.

I saggi si recarono allora dal creatore, Brahma, che li insultò: “SIETE DEI CRETINI, DEI VERI CRETINI; l’uomo dal sesso eretto, o razza di impotenti, era Dio in persona”. E proseguì: “Fino a quando quel fallo non si stabilizza, nulla di buono può accadere”. Dopo di che, impartì loro le istruzioni per onorare il fallo, calmare Shiva, e riportare la pace nel mondo.

L’angoscia, fin dai miti di origine del mondo è infatti vista come il risultato di un destabilizzarsi della forza fallica, non adeguatamente riconosciuta e onorata.

Ecco dunque perché il disprezzo, fatto dall’uomo senza meraviglia che sottovaluta il proprio simile, è il disprezzo che il cretino porta in sé per tutto e per tutti, e serve per promuovere se stesso da “cretino semplice” a “cretino cattivo”. Questo è in fondo il passaggio di grado del cretino.

risata